Come combattere ed eliminare i Cianobatteri - Alghe Verdi/Azzurre in Acquario Dolce Tropicale

In: Le Alghe in Acquario Dolce Su: sabato, febbraio 3, 2018 Colpire: 3397
Come combattere ed eliminare i Cianobatteri - Alghe Verdi/Azzurre in Acquario Dolce Tropicale


Phylum: Cyanobacteria

Caratteri identificativi: alghe procariote primordiali (organismi colonizzatori) di colore verde acceso, azzurro o rossastre (in acquario dolce sono maggiormente verdi) che formano tappeti oleosi/patinosi su ogni arredo e sulle piante. Si riconoscono facilmente toccandole con un bastoncino e sentendo l'odore aspro che le caratterizza; quando si assite ad una notevole diffusione in vasca l'odore si percepisce anche nell'aria in prossimità dell'acquario. Spesso nel suo "manto" oleoso rimangono imprigionate molte bolle di ossigeno prodotto dall'alga stessa o dai normali processi biologici del substrato. 

Grado difficoltà lotta: molto difficile perchè è altamente virulenta e si diffonde velocemente se non contrastata ogni giorno fino ad estinzione.

Cause: è stato scritto davvero molto sulle cause che possono favorire questa alga ma in realtà non ci sono ancora certezze in merito. Da sottolineare invece, a parer mio, un dato fondamentale che molti non accettano: i cianobatteri sono perennemente presenti in acquario (come le spore di moltissime alghe) e non possono essere mai debellati completamente. La condizione primaria che ne favorisce lo sviluppo di solito, e come di consueto per le alghe in genere, risiede in una cattiva gestione della fertilizzazione e quando si assiste ad una crescita delle piante stentata, rallentata o ferma. Per entrare nello specifico è da notare che la diffusione spontanea, anche in buone condizioni dell'acquario, si evidenzia soprattutto in acquari allestiti con substrati organici fertilizzati (in particolari argille scure/nere) manifestando una forma "latente" di cianobatteri perennemente presenti tra il vetro frontale (che solitamente riceve luce solare) ed il substrato stesso. Altre cause indirette sono ad esempio la stagionalità, legata a processi vegetativi "rallentati" che favoriscono lo sviluppo dei cianobatteri per mancanza o riduzione dell' assorbimento dei nutrienti da parte delle piante; la predisposizione di determinate specie come Tonina spp., Syngonanthus spp., etc., che periodicamente sviluppano forme cianobatteriche solo sugli apici vegetativi; luce troppo intensa in diretta relazione alla condizione di utilizzo di "terreno organico fertilizzato" che quando irradiato fortemente tende a sviluppare cianobatteri più facilmente (meglio coprire il substrato con specie tappezzanti come ad es. Hemianthus callitrichoides, Glossostigma elatinoides, etc.). 

Interventi: Indipendentemente dalle scelte più o meno invasive la lotta a queste alghe và condotta ottemperando a quanto sotto descritto:

Aspirazione quotidiana: con l'utilizzo di un piccolo tubicino in cui alla fine viene inserita possibilmente una canna rigida, i cianobatteri devono essere aspirati ogni giorno pulendo tutte le zone colpite e se necessario aspirando anche qualche granello di substrato interessato in modo da non lasciare alcun frammento o piccola porzione dell'alga (perchè è da questi che potrebbero svilupparsi di nuovo con molta facilità). E' molto importante effettuare una disinfezione del tubo successivamente a questo trattamento perchè altrimenti, operando con gli stessi accessori che sono venuti in contatto con i cianobatteri, si reintroducono le alghe in acquario. La disinfezione può essere fatta con alcol, varechina o acqua ossigenata irrorando il tubo in ogni parte e anche all'interno facendo passare una piccola quantità di questi prodotti lasciandoli così agire per 30 minuti.

Verifica dei parametri: la presenza di alcune macchie di cianobatteri ci potrebbe indicare che qualcosa in acquario non procede nel verso giusto, soprattutto per quanto riguarda la fertilizzazione: ma non è sempre così. Quando i valori degli elementi principali (NO3, NH4, PO4, Fe) sono idoeni, la fertilizzazione è bilanciata e si verifica un'evidente crescita delle piante, le cause sono altre. Nel tempo ho verificato che spesso la presenza ridotta di queste alghe è dovuta a fattori non imputabili direttamente all'assorbimento dei nutrienti da parte delle piante ma per cause diverse come stagionalità, sbalzi di temperatura, accidentale introduzione con piante/accessori contagiati, etc. Una presenza esigua, dovuta a queste cause, spesso si risolve solo aspirando queste alghe ogni giorno fino a vederle sparire perchè le condizioni dell'acquario non sono state la causa diretta della manifestazione e quindi non permettono una veloce invasione. Infatti, in questa circostanza, i cianobatteri spesso sono ridotti a piccole zone senza mostrare crescita ed espansione ma una presenza pressochè "statica" perchè non favoriti da un'idonea condizione della vasca.

L'importanza dell'Azoto

Con un valore di NO3 inferiore a 5ppm è necessario introdurre prodotti contenenti Azoto per avere una concentrazione di circa 10ppm. Ho verificato che sotto i 5ppm di NO3 le piante mostrano un forte rallentamento e spesso stasi vegetativa (dipende dalle specie) che blocca l'assorbimento degli altri nutrienti presenti in vasca favorendo così lo sviluppo algale. La carenza di Azoto si nota maggiormente sulle foglie vecchie (dal secondo-terzo nodo in giù) delle piante a crescita rapida che mostrano una clorosi di colore giallo. Da non confondere con la carenza di Fe che si manifesta prima sulle foglie giovani con clorosi intervenaturale. La reintroduzione di Azoto, come accade nell'esempio di Utricularia graminifolia, produce un ripristino della colorazione verde in poche ore (già nelle 24 ore).

Il NO3 sopra a 10ppm, ed in generale Azoto (NO2 - NH4), NON favorisce lo sviluppo di questo genere di alga, le cause sono da ricercare probabilmente in una errata gestione della fertilizzazione che risulta sbilanciata.

Note: attenzione quando si usa Azoto ureico/ammoniacale (presente in alcuni prodotti) perchè il quantitativo finale di NO3 è ben più alto del titolo iniziale e l'urea non è riscontrabile dai test di normale uso acquariofilo. Da valutare anche che l'innalzamento di questo elemento è generato da mangime e rifiuti organici degli animali in acquario.

L'importanza del Fosforo

Un valore di PO4 inferiore a 0,5ppm a volte può determinare blocco vegetativo qualora il NO3 fosse in concentrazioni di 10ppm e più. Il rapporto conosciuto tra i due elementi N:P pari 10:1 non è sempre valido perchè dipende molto dal tipo di acquario preso in analisi. Infatti questa "formula" assume importanza solo quando abbiamo di fronte una massa vegetale notevole (circa 70-80% del volume d'acqua) che necessita di elevate quantità di questi due elementi per crescere. Una concentrazione di PO4 anche di 0,2ppm a volte può causare alghe perchè altri fattori/elementi come NO3, K, CO2, Luce, etc. non sono sufficienti a far richiedere alle piante PO4 che rimane così disponibile per le alghe. Innalzare la concentrazione di Fosforo è un'operazione da svolgere sempre con cautela (verificando anche la bontà dei test effettuati per monitorarlo) e gradualità: l'assorbimento di questo elemento da parte dei vegetali è lento e richiede tempo affinchè possiamo verficarne, attraverso test, l'abbassamento in acquario. Anche la CEC (capacità di scambio cationico) dei substrati a base argillosa è fondamentale e da prendere in considerazione: di norma questa caratteristica dei colloidi riveste un ruolo fondamentale verso l'adsorbimento dei cationi (Fe, Ca, Mg, K, etc) ma in alcuni casi, quando sono presenti componenti delle argille come Alluminio e Ferro (complessati nell'humus), calcare, etc., si osserva il fenomeno fisico anche verso il PO4che viene trattenuto dal suolo per uno "scambio anionico". Comportamenti di questo genere sono caratteristici delle famose terre "allofane" (termine che personalmente lo ritengo errato, essendo l'allofane solo uno dei tanti componenti dei substrati argillosi utilizzati in acquariofilia) che adsorbono il PO4 e lo rilasciano gradualmente nel tempo. A tal proposito è interessante notare come tutti i supporti AquaSoil ADA dimostrino quanto detto. Infatti nel libro "The Book of ADA" ci sono dei test effettuati dalla casa nipponica con cui si evidenzia che introducendo acqua con PO4 pari a 0,5ppm in contenitori contenenti Amazonia, Amazonia II, Malaya e Africana, dopo 24 ore la concentrazione dell'elemento è al di sotto di 0,01ppm. Segno inequivocabile di adsorbimento del PO4 da parte di questi fondi (ma anche di altri su cui ho potuto veirficare ciò) che nel tempo tendono poi a rialsciarlo.

Note: In definitiva, considerato quanto sopra, consiglio di fare molta attenzione prima di introdurre PO4 valutando anche che l'innalzamento di questo elemento è generato da mangime e rifiuti organici degli animali in acquario. Quando abbiamo verificato una stasi vegetativa delle piante (blocco di crescita o forte rallentamento) e con certezza che le concentrazioni degli altri elementi sono idonee, in particolare valori di NO3 pari o >10ppm, CO2 >20ppm e la luce di buona intensità, allora possiamo intervenire innalzando PO4 perchè sicuramente è il fattore che limita lo sviluppo delle piante. La carenza di Fosforo si manifesta con crescita stentata delle piante, foglie mature di colore verde scuro e a volte di pigmentazione violaceo/rosso , ed in fine una mancata capacità delle specie a rosetta e a stelo di ancorarsi al fondo presentando delle radici poco sviluppate. Anche la presenza di alghe verdi circolari di diametro >1-2mm sui vetri sono il chiaro sintomo di carenza di PO4.

Il PO4 sopra 0,5ppm non favorisce lo sviluppo dei cianobatteri, le cause sono da ricercare probabilmente in una errata gestione della fertilizzazione che risulta sbilanciata. La misurazione esatta del PO4 in vasca si effettua prelevando l'acqua a circa mezzo centimetro dal fondo aspirandola delicatamente con una siringa.

L'importanza dell'Anidride Carbonica

Con un valore di CO2 inferiore a 20ppm, con condizioni di luce ottimale e fertilizzazione completa di macro e microelementi la crescita delle piante può risultare stentata favorendo così la comparsa di Cianobatteri. I fattori da considerare per ottenere una corretta valutazione della CO2 immessa in acquario sono:

tabella di riferimento pH/KH: che dà modo di ottenere approssimativamente la concentrazione di anidride carbonica. Purtroppo la tabella non offre un dato assoluto perchè non considera l'eventuale presenza di acidi deboli (es. acidi fulvici) che possono alterare di gran lunga il valore. Facendo la misurazione del pH è fondamentale non utilizzare normali test (tornasole, colorimetriici) ma pHmetro digitale perchè più preciso che ci fornisce un dato reale dell'acidità presente. In questo modo la consultazione sulla tabella con in mano pH reale e KH offre una dato più esatto della concentrazione di CO2 in vasca.

- Tipologia del diffusore: questo accessorio è molto importante in un plantacquario, purtroppo ancora molti appassionati non lo considerano tale e così non danno importanza al fatto di una buona diffusione di CO2 nell'acqua. Diffusori di poco costo e marche non note solitamente non hanno buona qualità costruttiva e del vetro utilizzato: le bolle sono grandi e la regolazione è più difficile. Consiglio personalmente l'accessorio della Askoll che dopo prove fatte risulta essere il migliore in commercio. Questo diffusore garantisce una polverizzazione del gas formando micro-bollicine che si diffondono in modo egregio in acquario. La quantità di CO2 immessa con questo diffusore rispetto agli altri è minore perchè quella erogata viene realmente distribuita. Unici inconvenienti sono il costo, davvero molto alto e l'estetica che lascia a desiderare. Altri tipi di diffusori sono validi ma anch'essi costosi, ne esistono a motore, flipper, in vetro, etc..

- Pulizia della pietra porosa del diffusore: periodicamente è fondamentale pulire la porosa del diffusore perchè quando sporca di alghe la diffusione della CO2 viene drasticamente ridotta. Basta alzarlo fuori dall'acqua e mettere dentro un pò di varechina facendola agire per 30 minuti, si sciacqua abbondantemente e si riposiziona.

- Erogazione bolla/secondo: è un dato approssimativo perchè direttamente relazionato a tutti gli altri ma comunque, in un plantacquario molto piantumato, non dovrebbere scendere al di sotto di 1bolla ogni 2-3 secondi.

- Posizione del diffusore: una posizione sotto il getto di uscita del filtro o di una pompa di movimento garantisce la diffusione del gas adeguatamente per tutto l'acquario. Ciò è fondamentale ed è necessario evitare di avere "colonne" di Anidride Carbonica che si erigono dritte sino alla superficie dell'acqua. In questo modo il 90% della CO2 è praticamente persa. La colonna di erogazione deve essere sempre "tagliata" dai getti generati da pompe/filtri. Inoltre il diffusore deve stare quasi a contatto con il substrato: così facendo si garantisce un "passaggio in acqua" di misura maggiore che permette una veicolazione di CO2 ottimale.

- Pearling: un buon pearling nel picco della fase luminosa delle piante evidenzia un'attività fotosintetica elevata che deriva da un'illuminazione idonea e concentrazione di CO2 ottimale. Da non confondere con il pearling che si genera al cambio d'acqua. Questo dato spesso non viene considerato ma, secondo me, è quello maggiormente indicato a farci comprendere quanta CO2 stiamo erogando. Se dopo 4 ore di luce le piante ancora non dovessero mostrare pearling vuol dire che la CO2 è bassa. Importante anche verificare che il fenomeno sia evidente in ogni zona della vasca perchè spesso si assiste all'emissione di bolle solo dalle piante in prossimità del diffusore.

- Movimento superficiale: più movimento superficiale abbiamo e meno CO2 è presente in vasca perchè si facilita la dispersione in aria. Meglio tenere i getti di uscita dei filtri ad almeno 10cm dal pelo dell'acqua.

- Rilevatore permanente di CO2: al contrario di quanto si creda questo accessorio NON rileva assolutamente la concentrazione ottimale di Anidride Carbonica in acquario ma fornisce una gradazione di pH attravero il colore del liquido contenuto nell'ampolla. E' un dato poco indicativo da correlare assolutamente a quelli descritti sopra, inoltre, per avere un rilevamento più preciso, è fondamentale cambiare il liquido reagente ad ogni cambio d'acqua dell'acquario.

Un'alta concentrazione di CO2, >20ppm, NON favorisce lo sviluppo dei cianobatteri ma contribuisce a determinare forti squilibri tra i fattori fondamentali come luce e fertilizzazione che se non bilanciate potrebbero causare blocco vegetativo e favorire le condizioni per la crescita dei cianobatteri.

Monitoraggio 

Dopo aver aspirato i cianobatteri di continuo per almeno 10gg è necessario fare attenzione ed osservare attentamente un eventuale sviluppo sempre nelle stesse zone. Al contrario, qualora si dovessero notare diffusioni altrove, allora i cianobatteri stanno trovando le condizioni adatte per la crescita e probabilmente invaderanno l'acquario.

Ricrescita 

Un'eventuale sviluppo, dopo gli interventi effettuati, è normale e si affronta continuando l'aspirazione o trattando le zone colpite con prodotti come Carbonio liquido, acqua ossigenata e varechina (quest'ultima solo per i più esperti) nei dosaggi ottimali per non arrecare danni agli animali ed alle piante.

Ipoclorito si Sodio 

Per quanto riguarda la candeggina i trattamenti "spot" (cioè con siringa munita di ago erogando direttamente il prodotto sull'alga e a filtro spento) vanno effettuati utilizzando possibilmente varechina Gel nei dosaggi complessivi (ottenuti dalla somma di tutti gli interventi spot effettuati al momento) MAI superiori a 5ml/100ltIn ogni caso, ed indipendentemente dagli interventi spot effettuati, è necessario fare successivamente, dopo 30 minuti dalle erogazioni, un cambio d'acqua di almeno 15-20lt per 1ml di varechina introdotta.

Presenza di cianobatteri tra il vetro ed il substrato

Cause/Interventi: di solito la presenza di cianobatteri tra il vetro ed il substrato è quasi normale quando si utilizzano fondi organici fertilizzati (maggiormente quelli di colore scuro), si manifestano però a volte anche in presenza di inerti come ghiaino, fluorite, etc.. Ciò è importante per far comprendere che la "forma latente" dei Cianobatteri è sempre presente in acquario. Sicuramente la causa principale dello sviluppo di questo alghe in tale posizione è l'illuminazione: infatti si manifestano soprattutto nei vetri frontali degli acquari che solitamente sono esposti in direzione di una finestra da cui penetra la luce solare. Se lasciati indisturbati, in questa posizione i Cianobatteri non si sviluppano mai senza diffondersi nella parte superiore dell'acquario, al contrario spesso si assiste a notevole espansione quando si vanno a disturbare. I principali interventi che si possono effettuare per limitarli in questa condizione sono:

-Porre un foglio/panno spesso tagliato a fascia per tutta la lunghezza del tratto di substrato esposto alla luce coprendo il vetro frontale in questa zona per almeno 30gg. Una volta tolto i Cianobatteri saranno spariti ma tenderanno comunque a riformarsi.

-Intervenire con una siringa munita di ago e spruzzare nelle zona prodotti antialghe come Carbonio liquido, batteri e antialghe specifici nonchè acqua ossigenata e varechina (quest'ultima solo per i più esperti, ma la sconsiglio) nei dosaggi ottimali per non arrecare danni agli animali e piante.

-Ipoclorito si Sodio (Candeggina commerciale al 5%): per quanto riguarda la candeggina i trattamenti "spot" (cioè con siringa munita di ago erogando direttamente il prodotto sull'alga e a filtro spento) vanno effettuati utilizzando possibilmente varechina Gel nei dosaggi complessivi (ottenuti dalla somma di tutti gli interventi spot effettuati al momento) MAI superiori a 5ml/100lt. In ogni caso, ed indipendentemente dagli interventi spot effettuati, è necessario fare successivamente, dopo 30 minuti dalle erogazioni, un cambio d'acqua di almeno 15-20lt per 1ml di varechina introdotta.

Presenza di Cianobatteri sugli apici delle piante

Quando le zone interessate dalla presenza di cianobatteri sono riservate solo agli apici di alcune piante, non si presenta assolutamente un rischio elevato che potrebbe portare ad un'invasione generale dell'acquario. In questa situazione non si interviene con antibiotici o aspirazione ma esclusivamente monitorando le alghe ed agire solo in caso di espansione dalle zone di origine evitando di disturbare i cianobatteri che potrebbero altresì svilupparsi velocemente. Nel tempo ho verificato che ci sono alcune specie vegetali predisposte a sviluppare periodicamente, in prossimità degli apici, i cianobatteri. Le specie sono Eriocaulon spp., Tonina spp., ed in particolare Syngonanthus spp..


Prodotti consigliati: VIMI Carbonio liquido; varechina, acqua ossigenata; Chemiclean

Prodotti sconsigliati: gli antibiotici per batteri "Gram negativi" ed in particolare Eritromicina, non li consiglio assolutamente nel trattamento dei cianobatteri. Introducendo prodotti di questo genere si compromette in maniera determinante l'attività batterica microbica dell'acquario, in primis il filtro, generando una serie di effetti "a cascata" che danno origine a problematiche ben maggiori con la comparsa di altre tipologie di alghe. L'uso di antibiotici NON garantisce una soluzione definitiva per i cianobatteri che, in caso di condizioni favorevoli presenti nell'acquario, si rigenerano velocemente diffondendosi ovunque.

Antagonisti vegetali: tutte le specie vegetali acquatiche in particolare quelle a crescita rapida che puoi vedere a questo link.

Antagonisti animali: nessuno.


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