Come combattere ed eliminare le Alghe Verdi Filamentose in Acquario Dolce Tropicale

In: Le Alghe in Acquario Dolce Su: venerdì, maggio 20, 2022 Colpire: 873
Come eliminare le Alghe Verdi Filamentose in acquario dolce tropicale. A cura di Massimo Iannella




Premessa dell'Autore -  Massimo Iannella

Questo articolo raccoglie tutte le esperienze maturate in oltre 10 anni di coltivazione di circa 500 specie di piante acquatiche osservate sia nella forma emersa (in ambiente protetto - serra tropicale) che nella forma sommersa, gestite direttamente in più di 20 acquari "test" per osservarne la loro crescita e lo sviluppo di forme e colori in diverse condizioni ambientali. La finalità del progetto è fornire all'appassionato tutte le informazioni riguardo la lotta e la conoscenza delle alghe verdi filamentose che invece, nella maggior parte degli articoli presenti sul web o nei testi dedicati all'acquario, si trovano come guide che forniscono soltanto indicazioni generiche. Nei capitoli successivi si troveranno invece numerose descrizioni e consigli che riguardano maggiormente l'acquario di piante densamente piantumato (Acquario Hi-tech, Plantacquario, etc.) e situazioni differenti in cui l'appassionato coltivatore di tutti i livelli può trovarsi ad affrontare nel corso della gestione in un periodo medio-lungo. La maggior parte delle indicazioni fornite non devono essere considerate esclusivamente come una soluzione definitiva al problema alghe verdi in acquario, ma è importante invece assumere queste informazioni in modo da rendere più chiari dei concetti di base e limitare così le numerose variabili che entrano in gioco ed affrontare così il problema in un ambito maggiormente circoscritto e sicuramente più risolutivo a lungo termine. La linea proposta è quella di far comprendere le cause, concentrandosi su queste in maniera attenta e consapevole, senza perdere tempo a contenere soltanto gli effetti quando ormai i danni sono visibili.

Specie: Oedogonium spp.


Caratteri identificativi:
alghe verdi fotosintetiche caratterizzate generalmente da filamenti sottili di lunghezza variabile da pochi millimetri ad oltre 20cm che raggruppano centinaia di specie di difficile identificazione. Vivono in tutte le condizioni ambientali dove crescono le piante sopportando ampi range di pH/KH/GH, temperature (soprattutto alte) e concentrazioni variabili di elementi nutritivi sia come micro-elementi (in particolare Ferro-Fe) che come macro-elementi. Sono organismi primordiali in grado di riprodursi per via sessuata ed asessuata che colonizzano gli ambienti in maniera rapida entrando così in forte competizione con le piante superiori. Le specie che interessano i nostri acquari sono principalmente di tue tipologie: la prima, più frequente, conosciuta come "alga verde filamentosa" produce dei filamenti molto lunghi (oltre 20cm) che crescono velocemente anche a distanza di poche ore e si staccano con facilità avvolgendoli con un bastoncino; la seconda tipologia, più coriacea e resistente, è conosciuta tra gli appassionati come "alga a pelliccia" che colonizza in particolare i margini delle foglie e non si stacca in nessun modo.

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Grado difficoltà lotta:
 medio/facile adottando metodi diretti ed indiretti compresi prodotti antialghe che per il genere Oedogonium risultano molto efficaci e risolutivi.


Cause:
 scarsa CO2 <15-20ppm, fertilizzazione non bilanciata, livelli di NO3 e PO4 bassi, illuminazione intensa o insufficiente, utilizzo di eccessiva quantità di substrati organici fertilizzati e comunque tutti i fattori che non permettono una buona crescita delle piante. Questo tipo di alga si sviluppa facilmente anche in acqua stagnante, poco ossigenata dove c'è uno scarso movimento, ma anche in acquari appena allestiti dove la filtrazione meccanica e soprattutto quella biologica non è ancora sufficiente e dove la presenza di piante a crescita rapida è esigua. Anche le temperature più elevate (>26°C) favoriscono lo sviluppo delle alghe verdi filamentose. Concentrazioni alte di Ferro (>0,2ppm) e soprattutto uno sbilanciamento della fertilizzazione che non permette la crescita di "massa" delle piante dovuta principalmente alla carenza/sproporzione di elementi nutritivi come Azoto-Fosforo-Potassio (NPK), determinano con certezza lo sviluppo massiccio di queste alghe verdi. La somministrazione esagerata di mangime per pesci/invertebrati stimola la formazione di queste alghe verdi filamentose ma soprattutto l'eccesso di alimenti per pesci e sovraffollamento determinano la formazione delle cosiddette alghe a pelliccia che aderiscono saldamente alle foglie e sugli arredi senza staccarsi in nessun modo. 



Contaminazione attraverso piante o diversi veicoli di trasmissione: le alghe verdi filamentose NON si diffondono in altri acquari come accade per i cianobatteri. In un acquario stabile dove non ci sono alghe ed in cui le piante crescono in salute, anche introducendo alghe attraverso piante contaminate, non si assiste alla loro diffusione in vasca. Questo accade perchè le alghe introdotte non trovano le giuste condizioni di crescita ed "affrontano" immediatamente una intensa competizione da parte delle piante in ottima salute e da un sistema in perfetto equilibrio che le priva di nutrienti/fattori di crescita fondamentali.

"Nel tempo, sia per puro caso attraverso le innumerevoli specie reperite in tutto il mondo e sia per fare degli appositi test, ho inserito appositamente alghe verdi in acquario per capirne meglio il loro comportamento. In tutte le prove effettuate non ho avuto mai  avuto un'infestazione di alghe ma nella maggior parte delle volte, in pochi giorni, sono completamente morte oppure rimaste in stasi vegetativa per lungo tempo fino a scomparire. Diverso invece è il caso in cui l'acquario ospite presenta già dei problemi di gestione e le piante sono esigue o crescono male. In questi acquario sicuramente le alghe sono già presenti e crescono molto bene, quindi è errato imputare il loro sviluppo ad una probabile contaminazione da piante appena introdotte. C'è sempre da ricordare che nei nostri acquari le spore di moltissime specie di alghe sono già presenti in acqua perchè si introducono facilmente attraverso l'utilizzo di forbici, pinzette o simili, l'acqua dei cambi, la polvere ed i substrati utilizzati (che non sono sterili) o addirittura con un semplice soffio sul pelo dell'acqua da parte dell'appassionato. Le spore presenti restano "latenti" per tanto tempo ed attendono solo il momento favorevole per svilupparsi."



Acquari di nuovo allestimento: in acquari appena allestiti, in particolar modo in quelli dove si utilizzano fondi fertilizzati (allofani, organici, etc.), lo sviluppo di alghe verdi filamentose è frequente. In questo caso, prima di intervenire con metodi più mirati, si adoperano accorgimenti di carattere generale quali l'attesa della maturazione del filtro (almeno 30gg), cambi d'acqua frequenti ma non troppo corposi (max 30%), asportazione delle alghe manualmente, ossigenazione dell'acqua, introduzione costante di batteri, mantenimento dei valori di KH/GH stabili il più possibile e conducibilità di 200ppm al massimo. In acquari di nuovo allestimento non è possibile inserire specie animali antagoniste delle alghe verdi in quanto i valori dell'acqua non sono stabili e gli alti livelli di NO2 (Nitriti) possono ucciderli. E' fortemente consigliato introdurre fin da subito molte Piante a crescita rapida Antialghe che eliminano velocemente dalla colonna elementi nutritivi a disposizione delle alghe; la copertura vegetale in questi acquari allestiti con substrati organici fertilizzati deve essere di almeno il 60-70% del volume netto (volume dell'acqua totale meno il volume stimato del substrato ed arredi). Le piante acquatiche più utili per contrastare le alghe sono specie come Egeria densa, Rotala rotundifolia (Green, Coin, Colorata, H'Ra Gia Lai, Orange Juice, Yao Yai, etc.), Vallisneria, Hygrophila corymbosa, Hygrophila polysperma, Hydrocotyle leucocephala, Hydrocotyle tripartita, Limnophila sessiliflora, Limnophila heterophylla, Limnophila aquatica, Cabomba aquatica, Ceratophyllum demersum, Ceratoperis cornuta, Ceratopteris thalictroides, Heteranthera zosterifolia, Ludwigia 'Rubin', Ludwigia palustris 'Red' 'Green', Shinnersia rivularis, Micranthemum glomeratum, Micranthemum umbrosum, Micranthemum tweedei (ex MonteCarlo) oltre a specie galleggianti molto utili come Salvinia natans, Ceratopteris pteridoides, Limnobium laevigatum, Ricciocarpos natans, Phyllantus fluitans, etc.. Si possono inserire anche specie a crescita lenta che non necessitano di molte cure come ad es. Anubias, Cryptocoryne, Bucephalandra, Microsorum, Bolbitis, etc., ma a patto di avere anche una buona copertura delle piante a crescita rapida sopradescritte. Si può allestire un acquario con un layout complesso e fondo organico fertilizzato utilizzando piante particolari a crescita lenta, ma per limitare un'eventuale formazione algale in start-up, si inseriscono mazzetti di specie vegetali a rapida crescita che successivamente si toglieranno. Per limitare uno sviluppo algale incontrollato è necessario limitare anche la quantità di substrato organico fertilizzato o fertilizzante da fondo attenendosi scrupolosamente alle indicazioni delle Aziende produttrici. Infatti uno degli errori più comuni è quello di allestire un acquario con poche piante concentrandosi invece su layout complessi dove per creare dislivelli, montagnole, rialzi, etc., si utilizza una gran quantità di substrato organico. Questa riserva di nutrienti sarà utile in futuro ma nella fase iniziale comporta anche un grande rilascio di micro e macro-elementi con conseguente crescita algale molto invasiva. Per ovviare a questo problema, ma avere la possibilità di realizzare un layout particolare, è meglio riempire i grandi dislivelli utilizzando materiale inerte (non quarzifero) come Lapillo (opportunamente lavato) o Pomice coprendoli poi con un strato di 5cm circa di substrato scelto.





I tre fattori chiave per la crescita delle piante: Luce - Carbonio - Azoto

Luce: le piante sono esseri viventi fotosintetici che sintetizzano elementi complessi (zuccheri) partendo da quelli molto semplici. Sembra banale parlare di fotosintesi ma la luce dei nostri acquari riveste un ruolo cardine per la crescita delle piante e, di conseguenza, per la formazione indesiderata di alghe verdi. Queste antagoniste delle piante riescono ad adattarsi molto velocemente ai cambiamenti di parametri di base come temperatura, disponibilità di elementi nutritivi, presenza di CO2, etc., ma hanno serie difficoltà nel captare diverse lunghezze d'onda elettromagnetica quando varia in lassi di tempo brevi. A differenza delle piante superiori, le alghe che ci interessano, non posseggono un'ampia gamma di pigmenti fotosintetici (Clorofilla A e B, Carotenoidi ed Antociani) e hanno grandi difficoltà nell'adattarsi in una condizione troppo variabile. E' per questi motivi che molti appassionati a volte hanno sconfitto un'importante invasione algale semplicemente cambiando tipo di illuminazione come ad es. passando da neon T5 a LED o viceversa, situazione in cui le alghe diventano di un verde tenue e in pochi giorni completamente bianche/gialle, segno che la clorofilla è totalmente ossidata e danneggiata. Ovviamente in questi casi è sempre necessario comprendere la causa che ha determinato la formazione delle alghe presenti in acquario e concentrarsi meno sull'effetto. Le piante invece, sotto una condizione di luce variabile, rispondono in maniera diversa ed in brevissimo tempo cambiando forma o colore ma crescendo con ritmi regolari senza subire particolari danni. Allo stesso modo però hanno bisogno della giusta illuminazione (60-80lm/lt) per non soccombere ad una situazione in cui la luce non è adeguata (20-40lm/lt) alla crescita e sussiste un notevole squilibrio verso gli altri due fattori chiave quali il Carbonio e l'Azoto. In questa circostanza le piante arrestano o rallentano di molto la crescita e quindi di conseguenza l'assorbimento degli altri elementi, le alghe prendono velocemente il sopravvento perchè hanno a disposizione maggiori quantità di nutrienti. 



Carbonio: principalmente disponibile attraverso Anidride Carbonica erogata con appositi impianti (necessariamente attraverso bombola e diffusore), è un altro fattore limitante per la crescita delle piante che ne riduce fortemente lo sviluppo. E' impensabile gestire un plantacquario senza erogazione di CO2 in fase luminosa e su questo argomento, seppur si ascoltano ancora pareri discordanti, non è necessario fare ulteriore chiarezza. NON si può sostituire la somministrazione di Carbonio in aquario con bombola e diffusore attraverso impianti a "Gel", pasticche o liquidi miracolosi (vedi ad es. Glutaraldeide/Carbonio liquido), etc.. La concentrazione ottimale di CO2 in acquario è di 15-20ppm, ma per vasche particolarmente esigenti anche di più. Purtroppo la concentrazione della CO2 tramite tabella non è sempre reale (in caso di presenza di acidi in vasca il risultato è impreciso), è necessario altresì fare una valutazione visiva considerando anche le bolle/sec. (almeno 1/sec), pearling delle piante e buona diffusione delle bollicine attraverso il posizionamento del diffusore CO2 sotto l'uscita del filtro o meglio di una pompa di movimento. Quando di solito il pearling delle piante è notevole vuol dire che fattori come luce/CO2 sono buoni (da non confondere il pearling che si assiste al cambio d'acqua, questo non è rilevante, si parla di tale fenomeno quando è evidente dopo circa 5-6 ore di fase luminosa). In definitiva quando in un acquario si eroga poca CO2 la disponibilità di Carbonio diventa limitata, le piante si fermano e, seppur soddisfatte dall'intensità e tipologia di illuminazione presente e nutrienti disponibili, le alghe iniziano a proliferare incontrollate.



L'Azoto invece determina l'aumento vero e proprio della massa vegetale e valori di NO3 (Nitrato) sotto 10ppm sono pressoché ininfluenti per la crescita della maggior parte delle piante coltivate in acquario. Concentrazioni intorno a 20ppm invece sono ideali per uno sviluppo rigoglioso delle piante a patto che le condizioni sopradescritte di Luce e Carbonio siano soddisfatte. E' necessario fare molta attenzione nell'utilizzo di fertilizzanti dove l'Azoto si trova in vari forme, in particolare quando è presente anche come Ammonio, che sicuramente le piante gradiscono di più, ma che allo stesso modo diventa un forte stimolante per la formazione di alghe verdi filamentose. Si può introdurre Ammonio (NH4 max 2ppm) solo in condizioni di acquario molto stabile e con presenza massiccia di piante acquatiche dove l'allestimento è stato realizzato con un substrato organico. In tutti i casi in cui la concentrazione di NO3 è inferiorie ai 10ppm e le condizioni di Luce e CO2 sono ottimali (luce 60-80lm/lt - CO2 20ppm circa), si assiste molto probabilmente alla formazione iniziale di alghe verdi filamentose soprattutto quando si somministrano fertilizzanti con microelementi contenenti Ferro o, peggio ancora, Ferro singolarmente.

Il bilanciamento dei tre fattori chiave sopradescritti è fondamentale per limitare lo sviluppo delle alghe verdi filamentose attraverso una crescita delle piante acquatiche sana e rigogliosa. La Luce, il Carbonio e l'Azoto rispettano tassativamente la legge del minimo (Legge di Liebig) e quando soltanto uno di questi 3 elementi è presente in acquario con valori sotto soglia (come descritto sopra), si assiste alla formazione di alghe verdi.





Il Ferro come fattore limitante per la crescita delle alghe

Il Ferro (Fe) rappresenta uno dei fattori limitanti per lo sviluppo delle alghe verdi (Diana L. Walstad - Ecologia dell'acquario di piante) e di contro ne favorisce notevolmente la crescita. Concentrazioni di Fe anche solo di 0,2ppm, in un acquario gestito male, favoriscono la formazione di alghe soprattutto in una situazione dove le piante sono in arresto vegetativo o crescono lentamente. Quando nel nostro acquario iniziamo a vedere formazione di alghe verdi filamentose, la prima cosa da fare è sospendere o ridurre notevolmente la fertilizzazione a base di Fe anche se assistiamo ad una crescita regolare delle piante. Ridurre la somministrazione di Ferro spesso diventa difficile perchè la maggior parte dei fertilizzanti per acquario includono già questo micro-elemento e solo pochi lo forniscono come prodotto separato dalla fertilizzazione di base. In questi casi, visto che il Fe contenuto nel fertilizzante di micro-elementi e K oppure in fertilizzanti con micro e macro-elementi è in concentrazioni molto ridotte, bisogna intervenire maggiormente sui tre fattori chiave quali Luce, CO2 ed Azoto. Per far questo, nel caso di dover ridurre Azoto e Fe, si abbassa la quantità del fertilizzante somministrato (di circa il 50%) e si attende una regressione/blocco delle alghe. Mai utilizzare prodotti a base di Ferro destinati all'agricoltura (ad es. Compo per fiori) e mai sovrapporre la somministrazione di ulteriore Fe su una fertilizzazione di base che già lo contiene. La problematica di eccesso di Fe in acquario deriva maggiormente dall'utilizzo di fertilizzanti che prevedono la sua integrazione separata dagli altri micro e macro-elementi. L'integrazione di Fe in acquario è preferibile per via radicale attraverso sticks, tabs, bottoms o similari, perchè l'elemento resta a disposizione per le piante a lungo senza aumentare la sua concentrazione in colonna diventando così indisponibile per le alghe.

Molti appassionati si trovano spesso a dover combattere con le alghe verdi filamentose soprattutto in acquari con piante rosse e colorate. Questo accade perchè si tende ad aumentare notevolmente la concentrazione di Fe (anche 2ppm!!!) credendo erroneamente di intensificare la colorazione rossa di determinate specie di piante acquatiche aggiungendo fertilizzanti a base di Fe legati da molteplici chelanti di varia natura (con i rispettivi costi). In realtà il Fe aumenta la colorazione, ma in particolare quella Verde e non le tonalità del Rosso che invece diventano più marcate con un'alta intensità luminosa (>80lm/lt) e spettro della luce utilizzato (toni caldi <8000K). Per concludere, in un acquario dove i fattori/elementi sono equilibrati fra loro, la concentrazione di Fe tra 0,2ppm e 0,5ppm è adatta per tutte le piante acquatiche conosciute.



I micro-elementi ed il Potassio non favoriscono mai le alghe verdi

I micro-elementi più importanti di cui necessitano le piante per crescere sono il Rame (Cu), Ferro (Fe), Zinco (Zn), Calcio (Ca), Magnesio (Mg), Manganese (Mn), Boro (B), Molibdeno (Mo) ed il Potassio (K - come macro-elemento). Ad esclusione del Fe ed esattamente al contrario di come molti credono, i micro-elementi in eccesso ed il Potassio NON favoriscono MAI la formazione di alghe verdi filamentose ed alghe in genere nei nostri acquari. I loro eccessi/carenze rappresentano invece una causa indiretta che porta al mancato assorbimento di altri nutrienti (Azoto e Fosforo) o inibizione per quanto riguarda la disponibilità di altri. E' per questi motivi che diventa necessario gestire l'acquario attraverso una fertilizzazione bilanciata senza affidarsi a soluzioni fai da te come ad es. il PMDD. I micro-elementi non rappresentano un problema diretto che causa la formazione di alghe ma sicuramente la loro carenza, più pericolosa rispetto ad un eccesso, può causare seri problemi algali in quanto le piante in questa situazione deficitaria non richiedono più i macro-elementi (N e P) necessari per la loro crescita  che pian piano si accumulano in vasca rendendosi disponibili per le alghe. Per fare un esempio pratico: il Calcio ed il Boro sono micro-elementi che costituiscono le membrane cellulari e quindi responsabili della "costruzione" delle cellule meristematiche apicali. Quando uno dei due è carente la crescita degli apici gemmari si blocca e molte piante manifestano questo problema accartocciando gli apici o, in uno stato avanzato di carenza minerale, mostrando chiari segni di degenerazione degli stessi sotto forma di necrosi apicali. In questa situazione le piante arrestano la propria crescita e non hanno più aspettative verso i macro-elementi che ci interessano quali ad es. Azoto e Fosforo ma non solo. Nel momento del blocco vegetativo le piante sono "ferme" e l'assorbimento dei nutrienti è notevolmente ridotto lasciando in colonna e sul fondo tutto il fertilizzante che stiamo continuando a somministrare a completa disposizione delle alghe. E' in questo preciso momento che le antagoniste prendono il sopravvento ed iniziano a proliferare velocemente poiché non hanno più competitors verso i nutrienti come le piante. Far ripartire la crescita delle piante così diventa difficile e bisogna essere davvero molto esperti per comprendere l'origine di questa carenza iniziale di Calcio o Boro ed intervenire di conseguenza per far "ripartire" lo sviluppo della massa vegetale. Operare a tentativi, magari somministrando più Azoto e Fosforo o intervenire sulla Luce o CO2 credendo di stimolare la crescita, il più delle volte genera ulteriori problemi a cascata che permettono alle alghe di prendere il sopravvento senza averne più controllo.

Ho fatto solo un esempio per far capire quanto può essere importante e subdola una carenza minerale di micro-elementi come il Ca ed il B, ma se ne potrebbero fare tanti altri che dimostrano in maniera inequivocabile come i micro-elementi non causano problemi di alghe quando sono in eccesso al contrario invece di quando sono in carenza.



Le spore delle alghe verdi - un problema sottovalutato

Le alghe in genere si possono riprodurre in vari modi ma quelli che ci interessano maggiormente sono per frammentazione e produzione di spore. La prima modalità, già comprensibile dalla parola stessa, è quella in cui le i filamenti delle alghe verdi si spezzano (per azione meccanica diretta oppure indiretta per il loro ciclo biologico) ed utilizzando il veicolo "acqua" si diffondono velocemente in acquario (zoospore). Per questo è davvero importante NON rimuovere mai le alghe (in particolare le BBA) utilizzando spazzole rigide in metallo o simili per "strofinarle" dagli arredi perchè in questo modo si infesta velocemente l'acquario. E' bene invece, ove possibile, effettuare delle asportazioni utilizzando dei legnetti molto lunghi (ad es. quelli degli spiedini) cercando di avvolgerle tirandole via. Per facilitare l'operazione si può anche ancorare con del nastro isolante uno spazzolino da denti usato alla parte terminale del legnetto per avere così una superficie più "aggrappante" da parte delle setole che riescono ad intrappolare, senza alcun scivolamento, i lunghi filamenti delle alghe verdi. Perdere il controllo su una massa algale importante, vuol dire permettere un'altissima produzione di spore che germinando velocemente mettono l'acquario in una situazione davvero critica in cui nessun intervento successivo potrà essere risolutivo. E' per questi motivi che alle prime comparse di alghe verdi bisogna subito intervenire togliendole con metodi diretti (avvolgimento dei filamenti, asportazione manuale, etc.) e con metodi indiretti effettuando una lotta costante e quotidiana per agire sia sulle cause che contemporaneamente sugli effetti. La produzione di spore rappresenta il vero problema delle alghe verdi, che in una fase di sviluppo troppo avanzata, ci portando ad intervenire necessariamente ed esclusivamente con prodotti chimici antialghe (ad es. Protalon 707) perchè ogni azione da parte del coltivatore non produce più alcun effetto. Effettuato il trattamento sull'effetto, è di fondamentale importanza ripartire con il piede giusto e gradualità in modo da comprendere soprattutto le cause che hanno generato il problema per evitare "ricadute". Un altro metodo per limitare ed uccidere le spore è utilizzare una lampada UV, che collegata sul filtro, riesce ad inibirle molto soprattutto nei casi in cui l'acqua dell'acquario è molto limpida. Cambi d'acqua corposi fanno più danni che altro, le spore si riducono ma si tende a portare l'acquario verso uno repentino squilibrio generale e le alghe continuano a svilupparsi in quanto le piante sono costrette ad affrontare variazioni di parametri troppo ampie in tempi brevi.



Allelopatia

Ci sono alcuni studi (Diana L. Walstad - Ecologia dell'acquario di piante) condotti su specie di alghe che però non sono di grande aiuto per quelle che maggiormente interessano i nostri acquari. In linea generale però si può affermare che la produzione di allelochimici, da parte delle antagoniste, è conosciuta e rappresenta un grande problema in particolar modo negli ambienti "chiusi" dove le naturali condizioni ambientali mancano e non abbiamo così "tamponi" biologici che bilanciano il sistema. I cosiddetti metaboliti secondari (compresi gli allelochimici) rappresentano una vasta gamma di messaggeri chimici prodotti dalle piante e dalle alghe che regolano la competizione sia tra individui della stessa specie che fra specie diverse, mettendo in essere "armi" di difesa o risposta agli stimoli esterni per preservare da una parte l'integrità dell'individuo e dall'altra per garantire la continuazione della specie anche attraverso la possibilità di accaparrarsi in qualsiasi modo la maggior parte delle risorse disponibili. In una situazione dove le alghe hanno invaso totalmente l'acquario la produzione di queste sostanze è rilevante tanto da inibire la crescita delle piante che, anche nel caso in cui siano state ripristinate tutte le condizioni favorevoli per la loro crescita, si arrestano mostrando un blocco vegetativo apparentemente inspiegabile. Fare dei cambi d'acqua e limitare soprattutto la diffusione algale contenendone lo sviluppo attraverso interventi manuali di asportazione quotidiana, limitano di molto la formazione degli allelochimici evitando anche un pericoloso accumulo in vasca molto difficile da smaltire successivamente.

Lasciare la vasca al buio per eliminare le alghe verdi

Questa pratica, molto diffusa tra gli appassionati, spesso è una scelta che non sempre porta al risultato sperato. Sospendere temporaneamente uno dei fattori chiave che determina la crescita delle piante, vuol dire portale ad un blocco vegetativo con conseguente accumulo in vasca dei nutrienti non più assorbiti. In questa situazione sia le alghe che le piante rallentano o arrestano il loro sviluppo e, nel momento che si riaccendono le lampade, le prime riprenderanno molto velocemente la crescita infestando l'acquario più di prima proprio perchè trovano a disposizione molti nutrienti. Ridurre l'illuminazione o sospenderla (nei casi più gravi) è una soluzione che può essere adottata solo se le piante stanno crescendo molto, si fertilizza regolarmente con macro e microelementi e si fornisce CO2 >20ppm, e quando tutte le azioni specificate nel capitolo "Presenza di alghe verdi filamentose e piante acquatiche che crescono veloci" non hanno dato esito positivo. Azioni: la sospensione della luce va eseguita dopo aver tolto manualmente la maggior parte delle alghe possibili ed interrotta la fertilizzazione con Azoto, Fosforo, Ferro (ove possibile) e CO2 avendo cura di coprire i vetri dell'acquario con un panno nero. La durata della sospensione della luce è molto variabile ma indicativamente dopo 3 giorni le alghe, completamente al buio, iniziano a regredire arrestando la crescita e perdendo la colorazione verde. Trascorsi questi giorni si riaccende la luce e, se abbiamo notato una evidente riduzione/regressione delle alghe con cambio del loro colore, allora vuol dire che la luce era troppo intensa e in riaccensione dopo il periodo di buio, va ridotta di almeno il 30%. Dopo 7-10gg Si riparte anche con l'introduzione graduale di Azoto e Fosforo (metà dosaggio) solo se visibile una reale regressione o arresto vegetativo delle alghe in modo da assecondare di pari passo la crescita delle piante senza mai esagerare. E' in questa fase che bisogna essere abili nel "capire" le piante ed osservare attentamente la crescita degli eventuali filamenti delle alghe verdi facendo leva sui vari fattori per portare il sistema ad un equilibrio ed evitare una nuova infestazione di alghe. I periodi di buio nella maggior parte dei casi non servono a nulla e devono essere fatti a distanza di almeno 60gg l'uno dall'altro in modo da far riprendere alle piante un normale ed efficiente processo fotosintetico sviluppando una così massa vegetale che supporta e fa da tampone ad interventi errati come ad es. eccessi di fertilizzazione, troppo mangime, deiezioni di pesci, etc..



Mangime e Pesci stimolano la formazione di alghe verdi

Come già detto in precedenza, quando in acquario si sviluppano alghe verdi a "pelliccia" la causa principale è da ricercare nella somministrazione di troppo mangime e/o numerosa presenza di pesci in acquario sovraffollato. Questa condizione permette anche la formazione di alghe verdi filamentose, alghe BBA - Alghe nere a pennello ed altre alghe che hanno a disposizione molti nutrienti, soprattutto macroelementi, che derivano da una continua produzione di sostanza organica. L'errore più frequente che fa abbandonare il nostro hobby a tanti principianti è l'introduzione di pesci quando l'acquario è troppo giovane o di nuovo allestimento, o quando il sistema non è stabile e non riesce a tamponare la presenza dei pinnuti (sostanza organica derivante da mangime, deiezioni, filtrazione fisica/biologica non sufficiente, etc.) a causa di una massa vegetale scarsa e fattori/elementi sproporzionati come ad es. presenza di substrato fertilizzato, luce intensa, eccessiva fertilizzazione, etc.. Ciò determina uno sviluppo algale incontrollato che genera una serie di reazioni "a catena" molto difficili da gestire perchè portano l'acquario ad un totale squilibrio dove le varie specie di alghe lo infestano così pesantemente che vanno anche in competizione fra loro. Spesso gli appassionati pur di non perdere i pesci (per ovvie ragioni) e privi di qualsiasi criterio di gestione, continuano a somministrare mangime in quantità nonostante le alghe ormai hanno preso il sopravvento innescando un processo totalmente irreversibile. Anche il sovraffollamento di pesci genera ben presto molti problemi algali e bisognerebbe evitare la loro introduzione senza conoscere esattamente le necessità di crescita, i parametri migliori dell'acqua in cui sopravvivono, il volume d'acqua di cui ogni animale ha bisogno per vivere, etc.. Problema che si verifica maggiormente in acquari con tanti pesci dove si tende generalmente a sottovalutare  l'aspetto "piante", come fondamentale tampone verso le alghe, preferendo ad es. l'introduzione di specie vegetali a crescita lenta come Anubias, Microsorum, Cryptocoryne, etc., magari anche ancorate su legni e rocce scelte esclusivamente per un fattore estetico, che non contribuiscono in alcun modo a contrastare le alghe.



Il problema della Fertilizzazione con dosaggio settimanale

Nel caso di formazione di alghe verdi filamentose in acquario è di particolare importanza gestire la fertilizzazione settimanale diversamente. I fertilizzanti liquidi adatti a questo scopo descritti in etichetta ad es. con il termine "a lenta cessione" o formulati con all'interno più chelanti presenti, non vanno assolutamente più somministrati in un'unica soluzione ma erogati quotidianamente riducendone anche la quantità (vedi il paragrafo "Come agire quando si utilizzando fertilizzanti completi "All in One") e suddividendo il dosaggio totale stabilito per 7 giorni in modo da stabilire il giusto quantitativo da erogare ogni giorno. Quando è presente una formazione di alghe verdi, lasciare in colonna una grande quantità di fertilizzanti è molto pericoloso perchè i nutrienti in abbondanza oltre a favorire la crescita delle piante fanno sviluppare ancora di più le alghe già presenti. In caso di blocco vegetativo delle piante, dovuto a vari motivi, i fertilizzanti che vengono somministrati in un unico dosaggio settimanale si accumulano in colonna in grandi quantità e si possono smaltire soltanto effettuando corposi cambi d'acqua.



Valutazione dello stato dell'acquario prima degli interventi

L'osservazione quotidiana dell'acquario e quindi lo sviluppo delle piante diventa uno dei fattori chiave per comprendere l'evoluzione del sistema e di conseguenza gli interventi da adottare. Il primo aspetto da considerare, quando siamo in presenza di alghe verdi filamentose, è quello di osservare una crescita visibile delle piante oppure no. Nell'arco di una settimana le specie vegetali più diffuse come ad es. Alternanthera, Rotala, Egeria, Bacopa, Hygrophila, Vallisneria, Echinodorus, Micranthemum callitrichoides, M. tweedei (Monte Carlo), M. glomeratum (ex M. micranthemoides), Ludwigia, Limnophila, Lysimachia, Hydrocotyle e in generale tutte quelle sopraelencate nei paragrafi precedenti, devono mostrare una crescita sana e rigogliosa con incrementi visibili in altezza giorno dopo giorno. Per darci un'idea, in una condizione ottimale dell'acquario (acquario tipo: KH 0-3, GH 8-12, pH 6.00-7.00, CO2 20ppm attraverso bombola e diffusore, NO3 20ppm, PO4 0,2-1ppm, K 10-20ppm, Fe 0,1-0,2ppm, illuminazione 60-80lm/lt) una specie come Heteranthera zosterifolia mostrerà incrementi di almeno un centimetro al giorno, lo stesso accade per specie come Limnophila, Rotala etc., ed ancor di più per Shinnersia rivularis che manifesta aumento di massa anche di 5cm al giorno. Al contrario, in caso di rallentamento della crescita o sviluppo anomalo con apici distorti, foglie ricurve e poco colorate, allora la valutazione da fare è ben diversa. Tutti gli interventi per combattere e/o prevenire la formazione di alghe verdi filamentose devono essere stabiliti in base a queste due osservazioni:



- Presenza di alghe verdi filamentose e piante acquatiche che crescono veloci

- Presenza di alghe verdi filamentose e piante acquatiche che non crescono



Presenza di alghe verdi filamentose e piante acquatiche che crescono veloci
-Interventi: in questa condizione la soluzione del problema è abbastanza semplice. E' chiaro che una crescita veloce delle piante ed una costante formazione di alghe verdi è determinata da nutrienti in eccesso. Effettuare soltanto test dell'acqua non è sufficiente perchè i rilevamenti non sono sempre affidabili e non identificano precisi elementi minerali e/o fattori imputati che ci interessano. E' necessario fare sempre una valutazione generale soprattutto "visiva" prendendo dei riferimenti specifici come ad es. l'osservazione quotidiana di una pianta acquatica a crescita veloce e capire le sue dinamiche nel corso del tempo, piuttosto che il pearling alla IV-V ora di luce, la colorazione delle foglie, etc.. Fare dei test generici è invece utile per avere un riscontro indicativo degli interventi di correzione che si attuano considerando sempre che le risposte dell'acquario sono lente e comportano un'analisi costante e precisa non alla portata di tutti e soprattutto dell'appassionato che si vuole semplicemente divertire.  E' per questo che bisogna sempre iniziare con il piede giusto già dalle prime fasi di allestimento e nella scelta oculata sia della tecnica (luci, filtri, fondi, etc.) che delle piante. Per limitare l'apporto di nutrienti si deve intervenire sulla fertilizzazione che in questa situazione di infestazione algale va subito dimezzata o addirittura interrotta per quanto riguarda gli elementi di Azoto e Fosforo, mantenendo invece la somministrazione di microelementi e K (Potassio) cercando altresì di sospendere o limitare ove possibile l'introduzione di Fe (Ferro). Quando le piante crescono velocemente è segno che tutti i parametri sono favorevoli e gli elementi chiave della crescita soddisfano le loro esigenze. Negli acquari dove ci sono pesci, la formazione algale è dovuta per il 99% dei casi alle loro deiezioni, alla esagerata somministrazione di mangime ed al numero elevato di pinnuti presenti (sia come numero che come specie/taglia) in rapporto al volume d'acqua. La formazione di alghe verdi a "pelliccia" è caratteristica di acquari con molti pesci e dove il mangime somministrato non viene del tutto mangiato ma giace sul fondo aumentando così il carico organico e favorendo la formazione anche di alghe BBA - Alghe nere a pennello.

In un acquario in cui le piante crescono veloci e si manifesta una formazione di alghe verdi filamentose, bisogna fare molta attenzione ad abbassare fattori chiave come Luce e Carbonio (CO2) ma operare maggiormente sulla riduzione di Azoto come NO3 (Nitrato), ma anche come NH4 (Ammonio) e peggio ancora come Urea. Indipendentemente dai valori dei test ottenuti, la sospensione/riduzione di Azoto è fondamentale per ottenere subito un risultato visibile (regressione algale o blocco vegetativo delle stesse).



-Come agire quando si utilizzando fertilizzanti completi "All in One": nei casi in cui si utilizzano fertilizzanti cosiddetti "All in One", cioè prodotti che comprendono micro+macro elementi, operare sui singoli fattori (N, P e Fe) diventa impossibile. Con l'utilizzo di questi fertilizzanti è necessario da subito ridurre la loro somministrazione del 50% ed intervenire limitando sensibilmente i fattori chiave quali Luce-Carbonio per avere un migliore rapporto con i micronutrienti. E' un errore ridurre soltanto Carbonio e Luce lasciando la fertilizzazione All in One invariata, perchè le piante andranno incontro ad un arresto vegetativo causato dalla diminuzione di due fondamentali fattori di crescita, di conseguenza l'assorbimento dei nutrienti da parte delle piante si ridurrà notevolmente ed i fertilizzanti somministrati saranno in eccesso e disponibili per le alghe che prenderanno il sopravvento in pochissimi giorni.



Presenza di alghe verdi filamentose e piante acquatiche che non crescono

Come già ampiamente descritto nel capitolo "I tre fattori chiave per la crescita delle piante: Luce - Carbonio - Azoto" la prima azione da compiere è agire sui fattori che principalmente influiscono sulla crescita delle piante. Luce, Carbonio ed Azoto però non sono sufficienti per garantire uno sviluppo vigoroso ed in salute delle piante acquatiche, ma occorrono anche tutti i micro-elementi e Potassio che devono essere presenti in equilibrio con i 3 fattori chiave. Interventi: nella maggior parte degli acquari dove c'è presenza di alghe verdi e le piante sono in stasi vegetativa, è sufficiente fare leva soltanto su uno dei 3 fattori chiave per assistere immediatamente ad una loro "ripartenza". Prima di modificare qualsiasi parametro bisogna intervenire sulla CO2 aumentandola sensibilmente (portandola subito ad almeno 15-20ppm) come già descritto nello stesso capitolo e lasciare tutto invariato per almeno 5-7gg. In questa nuova situazione dove il Carbonio è nuovamente disponibile alle piante, le aspettative di crescita aumentano notevolmente e le piante iniziano ad assorbire tutti i nutrienti che sono in colonna sottraendoli alle alghe. Da considerare che la maggior parte delle piante acquatiche quando necessitano di nutrienti, sia micro che macro-elementi, adottano vari sistemi di captazione degli elementi sia per via fogliare che radicale e riescono ad ottenerli anche attraverso substrati che apparentemente sembrano sterili. In realtà fra le radici ed il substrato si generano delle reazioni chimico-fisiche che determinano una nuova disponibilità degli elementi accumulati nel tempo e che fino a quel momento erano presenti in una forma non disponibile. Così l'innalzamento della CO2 che apparentemente sembra essere una semplice operazione, genera notevoli benefici fin da subito per quanto sopra descritto ma anche perchè abbassando di conseguenza il pH dell'acqua rende disponibili molti elementi "dormienti" favorendo l'efficacia dei chelanti (ove presenti). Una volta che si assiste ad una timida ripresa vegetativa (si capisce dalla produzione di germogli apicali) le alghe mostreranno velocemente un arresto di crescita poichè le piante stanno assorbendo tutto ciò che è disponibile lasciando l'acquario povero di nutrienti. E' proprio in questa fase, dove è chiaro il segnale delle alghe in regressione, che bisogna assecondare le aspettative delle piante garantendo la presenza costante di tutte le condizioni che favoriscono questa ripresa senza permettere l'accumulo di nutrienti in vasca. La crescita delle piante ottenuta attraverso questo intervento, limita molto lo sviluppo delle alghe ma necessita però anche di una giusta concentrazione di microelementi e Potassio per permettere una crescita sana senza distorsioni fogliari/apicali. Di conseguenza, nel caso fosse stata ridotta la fertilizzazione in generale, va ripresa regolarmente con giusti dosaggi in modo da riportare lentamente tutto il sistema in equilibrio. L'introduzione di Ferro in questa fase va evitato fino alla scomparsa delle alghe e le piante vanno portate quasi in clorosi ferrica per poi riprendere i dosaggi in una fase successiva. Meglio garantire il Fe per via radicale attraverso l'utilizzo di Tabs, Bottom, Stick, etc., inseriti direttamente nel substrato che non rilasciano l'elemento in colonna in favore delle alghe.

Per quanto riguarda l'Azoto, va somministrato in ridotte quantità di pari passo alla crescita delle piante e mai quando mostrano un arresto della crescita. Il dosaggio ideale varia molto da fertilizzante a fertilizzante ma per avere un'idea molto approssimativa solitamente si riparte con 1/4 della dose normale riportata in etichetta, controllando ogni giorno lo sviluppo delle piante (vedi capitolo "I tre fattori chiave per la crescita delle piante: Luce - Carbonio - Azoto"). Proseguendo in questo modo fino alla scomparsa delle alghe, è necessario valutare quotidianamente la crescita delle piante e verificare la presenza di alghe verdi (soprattutto sulle foglie vecchie) in modo da intervenire tempestivamente per limitarne lo sviluppo. In caso contrario si possono aumentare i dosaggi fino al raggiungimento degli obiettivi che l'appassionato desidera, preferendo in linea di massima una crescita contenuta delle piante e di conseguenza una gestione sicuramente più semplice e piacevole dell'acquario di piante.



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(Articolo in continuo aggiornamento)

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