Tonina fluviatilis - come coltivarla in acquario

In: Piante per acquario dolce - Schede di coltivazione Su: lunedì, novembre 26, 2018 Colpire: 136
Tonina fluviatilis, erroneamente conosciuta anche come Tonina fluvitalis, è una specie che insieme al Genere Syngonanthus (di cui non fa parte,)...


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Nome
Tonina fluviatilis
SinonimiTonina fluvitalis, Eriocaulon amplexicaule, Hyphydra amplexicaulis
Famiglia: Eriocaulaceae 
Utilizzo: acquario
Altezza: 5 - 30cm
Larghezza: 1 - 3cm
Difficoltà di coltivazione: medio-difficile
Colore: da verde chiaro a verde smeraldo molto acceso 
Posizione in acquario: centrale - sfondo
Velocità di crescita: moderata-veloce 
Illuminazione: da bassa (0,3W/lt) ad intensa
Substrato: inerte o fertilizzato
Fertilizzazione: con microelementi - Azoto e Fosforo per ottenere maggiore crescita - Ferro ed Azoto ammoniacale (NH4) per ottenere colorazione più intensa
CO2: necessaria - medio-alta 15-20ppm
Potatura: si tagliano gli steli appena sopra il nodo per stimolare la ramificazione secondaria e permettere la formazione di gruppi compatti
Temperatura: 18 - 28 °C
pH: 5 - 7 
KH: 0 - 3 
GH: 0 - 12
Propagazione: talee, semi, getti laterali 
Crescita in emersione: si
Fonte: RareAquaticPlants - C. Kasselmann

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Tonina
fluviatilis, erroneamente conosciuta anche come Tonina fluvitalis, è una specie che insieme al Genere Syngonanthus (di cui non fa parte,)  rappresenta una pianta di notevole interesse e ancora poco diffusa in Italia. Esistono anche altre specie simili e/o forme come ad es. Tonina sp."Uaupes”, Tonina sp. 'Santos', Tonina sp. 'Rio Negro', etc..

Come quasi tutte le specie di questa Famiglia, T. fluviatilis predilige un substrato fertile e acido dove risponde al migliore dei modi ma non disdegna neanche substrati inerti integrati con tabs o fertilizzanti da fondo. Avendo un apparato radicale poco esteso e costituito da radici finissime, T. fluviatilis assorbe gli elementi nutritivi maggiormente per via fogliare, differenza notevole e determinante rispetto agli Eriocaulon sp. che invece presentano radici molto estese e di spessore consistente.


T. fluviatilis
 si può coltivare sotto un'illuminazione medio-intensa in base alle necessità del coltivatore. Infatti fornendo un'intensità luminosa maggiore le piante rimarranno più compatte e basse, al contrario si allungheranno aumentando la dimensione degli internodi.  I valori dell’Acqua possono oscillare sensibilmente preferendo esclusivamente acqua tenera con pH intorno a 7.00, KH prossimo allo zero e GH 4-8 punti. E' consigliato partire con acqua osmotica per poi ricostruirla con appositi sali. La fertilizzazione può essere eseguita esclusivamente con microelementi con aggiunta di Potassio (solo se coltivata su fondo inerte; su fondo organico il K non va aggiunto). Eventuali clorosi, che sono molto frequenti per questa specie manifestandosi attraverso vistosi ingiallimenti o apici bianchi, possono essere risolte introducendo Azoto sotto forma ammoniacale, Ferro chelato e/o gluconato. L'azoto più efficace da somministare che ristabilisce una perfetta colorazione verde acceso è quello contenuto nell'Urea (fertilizzante chimico per agricoltura che deve essere utilizzato esclusivamente da coltivatori esperti perchè favorisce molto la formazione di alghe verdi filamentose).


Se coltivata con parametri giusti, T. fluviatilis produce velocemente dei germogli avventizi dallo stelo principale; quando raggiungono almeno 5cm si possono tagliare e ripiantare per infoltire i gruppi.  Un sistema per produrre molti germogli è quello di lasciare una pianta raggiungere il pelo dell'acqua e farla crescere in questo modo per diverso tempo: a breve si noterà lo sviluppo di nuovi germogli in prossimità dei nodi fogliari. T. fluviatilis si può coltivare formando dei folti gruppi effettuando una piantumazione graduale partendo dagli steli più lunghi nella parte posteriore fino ai più bassi sul davanti. Si consiglia di utilizzare stimolanti vegetali (es. ADA Green Gain, VIMI Stimulator, etc.) per aumentare la crescita e la produzione di germogli di Tonina fluviatilis.


La potatura è un aspetto molto delicato e particolare: non si effettua come per le altre piante perché una volta tolto l’apice la pianta si presenta in una forma poco gradevole con il rischio di non formare neanche germogli laterali fino a deperire. Il miglior sistema per non perdere uno stelo è quello di attendere la formazione di piccoli getti laterali anche se questo dovesse comportare la crescita dello stesso fino al pelo dell’acqua e poi procedere con la potatura in modo da ottenere uno stelo della lunghezza desiderata. La parte che rimane, quella senza apice, deve essere lasciata crescere perché in questo modo si svilupperanno i piccoli getti laterali che una volta giunti alle dimensioni di 5cm si potranno togliere direttamente con le dita forzandoli sull’ascella fogliare verso il basso per poi piantumarli dove si desidera. Lo stelo spoglio, a questo punto, potrà essere tolto estirpandolo dal fondo. L'altro sistema valido è quello di tagliare lo stelo alla base e poi ripiantarlo accorciandone la lunghezza. 
Infine l'utilizzo di Carbonio liquido (Glutaraldeide) con T. fluviatilis è sconsigliato in quanto danneggia la specie arrecando notevoli danni fogliari (trasparenze, fori, marcescenze, etc.).


TUTTO L'ARTICOLO IN OGNI SUA PARTE E' DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI MASSIMO IANNELLA E RAREAQUATICPLANTSTUTTI I DIRITTI RISERVATI - QUALSIASI USO PARZIALE O TOTALE DOVRA' ESSERE AUTORIZZATO